Iperammortamento 2026-2028: guida operativa per le PMI

Dal 1° gennaio 2026 l'Iperammortamento 2026-2028 sostituisce Industria 4.0 e Transizione 5.0 con un'unica maggiorazione fiscale (180%/100%/50% per scaglioni di investimento), gestita dalla piattaforma GSE con tre comunicazioni obbligatorie. Questa guida spiega aliquote, perizia asseverata, interconnessione e gli errori più comuni da evitare nei primi mesi di applicazione.


Dal 1° gennaio 2026 cambia il quadro degli incentivi per gli investimenti in beni strumentali. La Legge 199/2025 (Legge di Bilancio 2026) ha mandato in pensione i due strumenti che hanno guidato la transizione industriale italiana negli ultimi anni — Industria 4.0 e Transizione 5.0 — e li ha sostituiti con un unico schema unificato: l’iperammortamento 2026-2028, gestito attraverso la piattaforma GSE.

Per le PMI manifatturiere il cambiamento non è cosmetico. Cambiano le aliquote, cambiano i tempi delle comunicazioni, cambia il soggetto gestore. Sbagliare l’impostazione di una pratica oggi significa rinunciare a una quota significativa del beneficio fiscale. Questa guida spiega, passo per passo, tutto quello che serve sapere per pianificare correttamente un investimento nel triennio 2026-2028.

Punto chiave in 30 secondi

L’iperammortamento 2026-2028 introduce tre aliquote (180% / 100% / 50%) che premiano gli investimenti più virtuosi sul fronte del risparmio energetico. La pratica passa dal MIMIT al GSE e prevede tre comunicazioni obbligatorie (preventiva, di avanzamento, di completamento), con perizia tecnica asseverata e interconnessione documentata.

Cosa cambia rispetto a Industria 4.0 e Transizione 5.0

La logica dei vecchi strumenti era a binario doppio: Industria 4.0 premiava l’innovazione tecnologica con una maggiorazione fiscale, Transizione 5.0 premiava il risparmio energetico con un credito d’imposta separato. Le due misure si sovrapponevano spesso, con regole di calcolo e comunicazioni completamente diverse.

Con la Legge 199/2025 il legislatore ha scelto la strada dell’integrazione: un solo strumento, un solo soggetto gestore, una sola procedura. La logica del beneficio resta legata alla qualità dell’investimento, ma il driver primario diventa il risparmio energetico misurato.

DimensioneIndustria 4.0 + T5.0 (2023-2025)Iperammortamento 2026-2028
StrumentoDue misure separateUnica misura unificata
Soggetto gestoreMIMIT + GSEGSE (piattaforma unica)
Forma del beneficioIperammortamento + credito d’impostaIperammortamento a tre aliquote
Aliquota massima270% (T5.0 max) + 37% (I4.0)180% / 100% / 50%
ComunicazioniSì + ex post3 obbligatorie: preventiva, avanzamento, completamento
Driver del beneficioTecnologia 4.0 + risparmio energeticoRisparmio energetico misurato

Le tre aliquote: 180% / 100% / 50%

Il meccanismo a tre fasce è il cuore della riforma: più alto è l’impatto energetico documentato, più alta la maggiorazione fiscale sull’ammortamento. La maggiorazione si applica al costo di acquisto del bene strumentale e genera una deduzione extra rispetto all’ammortamento ordinario.

Fascia 180% — il top della maggiorazione

Riservata agli investimenti che producono un risparmio energetico documentato sopra la soglia massima fissata dal decreto attuativo. È la fascia che richiede maggiore attenzione: perizia rigorosa, KPI energetici pre e post-intervento precisi e una progettazione tecnica solida.

Fascia 100% — la fascia centrale

Si applica agli investimenti che generano un risparmio energetico significativo ma sotto la soglia massima. È la fascia in cui rientra la maggior parte degli investimenti in beni 4.0 di nuova generazione, se accompagnati da interventi di efficientamento.

Fascia 50% — la soglia di ingresso

È la fascia base per gli investimenti in beni strumentali interconnessi che non raggiungono soglie di risparmio energetico significative. Resta interessante perché applicabile a un perimetro ampio di beni 4.0 tradizionali.

Riferimento normativo

Legge 31 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026), art. 1, commi relativi all’iperammortamento per i beni strumentali, integrata dal decreto attuativo MIMIT e dalle circolari operative GSE. Le soglie precise di risparmio energetico per ciascuna fascia sono definite nel decreto attuativo e vanno verificate caso per caso.

Le tre comunicazioni GSE obbligatorie

Una delle novità più impattanti dal punto di vista operativo è la struttura a tre comunicazioni sequenziali. Ogni fase ha tempi e contenuti precisi: saltare o ritardare una delle tre comunicazioni può compromettere l’intero beneficio.

  1. Comunicazione preventiva — va inviata prima dell’effettuazione dell’investimento. Contiene la descrizione del progetto, la fascia di aliquota richiesta e la stima del risparmio energetico atteso.
  2. Comunicazione di avanzamento — va inviata durante la realizzazione dell’investimento. Documenta lo stato di avanzamento dei lavori e gli ordini effettuati.
  3. Comunicazione di completamento — va inviata al termine dell’investimento. Contiene la perizia asseverata, la documentazione dell’interconnessione e il consuntivo del risparmio energetico effettivamente ottenuto.

Stai pianificando un investimento nel 2026?

Prima di firmare l’ordine di fornitura, parliamone. Ti diciamo se rientri in fascia agevolata, quali documenti compilare e quanto puoi risparmiare. Senza impegno.

Perizia asseverata e interconnessione: i due pilastri tecnici

I due requisiti tecnici che determinano l’ammissibilità del bene non sono cambiati nella sostanza. È cambiato però il livello di documentazione richiesto, oggi più stringente e tracciato.

La perizia asseverata

Deve essere redatta da un ingegnere o perito iscritto all’albo e asseverata in tribunale. Certifica che il bene rispetta i requisiti tecnici degli Allegati A e B della normativa Industria 4.0, richiamati dalla nuova disciplina. Per investimenti sotto la soglia minima la perizia può essere sostituita da una dichiarazione del legale rappresentante, ma è una scelta da valutare con prudenza in vista dei controlli.

L’interconnessione

Il bene deve essere funzionalmente e informaticamente integrato con il sistema gestionale aziendale, scambiando dati in modo bidirezionale e documentabile. L’interconnessione va dimostrata con tracciati di rete, schemi di sistema e diagrammi di flusso. È il requisito più spesso contestato in sede di controllo: serve documentazione tecnica solida, non solo dichiarativa.

L’errore che vediamo più spesso è la sottovalutazione della comunicazione preventiva. Molte aziende firmano l’ordine prima di averla inviata, convinte che basti la documentazione finale. Con la nuova procedura GSE non funziona così: una comunicazione tardiva può escludere completamente l’investimento dal beneficio.

Ing. Gianguido Sala — Socio fondatore ProMAE, certificatore MIMIT

Un esempio di calcolo concreto

Ipotizziamo una PMI manifatturiera che acquista una linea robotizzata per 500.000 euro nel 2026, interconnessa al gestionale e con un risparmio energetico documentato che la colloca in fascia 180%.

Esempio di calcolo (semplificato)

  • Investimento: 500.000 €
  • Fascia applicabile: 180%
  • Maggiorazione ammortizzabile: 900.000 € (= 500.000 × 180%) di costo aggiuntivo deducibile
  • Risparmio fiscale (IRES 24%): circa 216.000 € di minori imposte lungo il periodo di ammortamento del bene

Il risparmio nasce dalla deduzione della maggiorazione lungo il piano di ammortamento; l’IRAP non rientra nel beneficio. L’esempio è illustrativo e va validato con un calcolo puntuale caso per caso.

Cumulo con PNRR e altre agevolazioni

Il tema del cumulo è quello in cui si annidano i maggiori margini di errore. La regola generale è che l’iperammortamento 2026-2028 è cumulabile con altre agevolazioni a condizione che non si superi il costo dell’investimento e che non esista un divieto esplicito nelle altre normative.

Per i fondi PNRR la verifica va fatta sul singolo bene: alcuni bandi prevedono regole di proporzione, altri l’esclusione. Una pianificazione finanziaria seria parte sempre dalla mappatura delle agevolazioni potenzialmente compatibili, con il calcolo dell’effetto cumulato netto.

Gli errori da evitare nei primi mesi

Nei primi mesi di applicazione della nuova normativa abbiamo osservato alcuni pattern ricorrenti che è bene conoscere in anticipo:

  • Firmare l’ordine prima della comunicazione preventiva. È l’errore più comune e quello più costoso, perché preclude l’accesso al beneficio.
  • Sottostimare la documentazione di interconnessione. Le dichiarazioni generiche non bastano: servono evidenze tecniche tracciabili.
  • Dichiarare una fascia di aliquota troppo ambiziosa. Se in fase di consuntivo il risparmio energetico non raggiunge la soglia, l’aliquota viene ridimensionata e il beneficio ricalcolato.
  • Ignorare le regole di cumulo con PNRR. Bandi e livelli diversi hanno regole diverse: una verifica preventiva è obbligatoria.
  • Affidarsi a perizie generiche. Le perizie standard non reggono in sede di controllo: servono periti con esperienza specifica sugli Allegati A/B.

I prossimi passi operativi

Per chi sta pianificando un investimento nel 2026 e nei due anni successivi, l’ordine corretto delle azioni è: mappatura preliminare della fascia di aliquota raggiungibile, invio della comunicazione preventiva prima di firmare l’ordine, esecuzione e monitoraggio con comunicazione di avanzamento, consuntivo con perizia asseverata e comunicazione di completamento.

Saltare uno di questi passaggi, anche solo per ragioni di tempo commerciale, è una scelta che si paga in sede di rendicontazione. La nuova procedura GSE è più severa nei tempi e i controlli sono più stringenti: pianificare con i tempi giusti è il vero fattore competitivo.

Condividi questo articolo

Nicolò Silanos

Digital Strategist & Web Develper

Stai valutando un investimento in beni 4.0 per il 2026?

Partiamo da una verifica preliminare dei requisiti e della documentazione disponibile: ti diciamo subito se il progetto è agevolabile e quali sono i prossimi passi.

  • Verifica preliminare dei requisiti tecnici e dei massimali di spesa
  • Analisi delle aliquote applicabili e stima del beneficio fiscale
  • Supporto su perizia asseverata e interconnessione
  • Gestione delle comunicazioni obbligatorie al GSE

Resta aggiornato sulle agevolazioni 2026

Ricevi analisi e aggiornamenti su iperammortamento, Transizione 5.0 e finanza agevolata direttamente nella tua casella.